spandati


Straordinaria accoglienza al centro MASP-AVSI
6 agosto 2009, 08:50
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Sveglia alle 10: record!…ne avevamo bisogno!
Colazione con estrema calma con caffè italiano fatto con la moka, quindi ci presentiamo a quei pochi che son rimasti (tutte donne tranne i custodi notturni) a lavorare nel Centro. Ci scusiamo se non ricordiamo i nomi di tutte! L’esuberante Sveta ci fa da Cicerone e ci spiega chi fa cosa. Ciascuno ha compiti ben precisi ma nel pomeriggio capiremo meglio. Intanto ne approfittiamo, prima per usare i loro computer per vedere le mail e aggiornarci su quanto avviene in Italia (cronaca e calciomercato), poi della presenza di Slava, un Kazako che ci porta da un suo amico, Eugeni, che ha un’officina per fare un checkup della Panda.

nell'officina dell'amico di Slava

nell'officina con Slava e Eugeni

Pranziamo con delle specie di ravioli di carne tipici (di cui scandalosamente non ricordiamo il nome) fatti freschi la mattina da una signora del quartiere che viene a fare la cuoca al Centro, poi Yuliya ci spiega brevemente cosa fanno nel Centro e ci porta a veder le diverse sedi, purtroppo non funzionanti nel periodo di agosto. Il Centro è nato ufficialmente nell’agosto del 2002 nel quartiere di Almalinskij dall’esperienza di un gruppo di Kazaki di diverse provenienze sia come cittá del Kazakhstan (principalmente Karaganda ed Almaty) sia come etnia (ve ne sono in queste zone oltre 160!) che si son ritrovati uniti dalle domande fondamentali dell’esperienza del cattolicesimo dopo aver incontrato don Eugenio Nembrini, missionario bergamasco di Comunione e Liberazione. Questi negli anni ha coinvolto sempre più i locali ed ora è tornato in Italia dopo un decennio, periodo utile per seminare e far sbocciare una comunità che è un’isola felice in un contesto non facile ma che proprio alla gente del posto che ha bisogno, spesso non credente (in Kazakhstan la maggioranza è atea o musulmana; i cattolici son forse il 2%), si rivolge attraverso numerose iniziative gratuite, organizzate dall’associazione no-profit MASP (info@masp.kz): vi è innanzitutto il centro diurno indirizzato ad adolescenti difficili (compresi orfani e provenienti dalle scuole internato) che partecipano ad iniziative di recupero scolastico, formazione, ricreazione e sport; vi è poi un centro per bambini con disabilità che, sempre gratuitamente, grazie al “Sostegno a distanza” di famiglie italiane tramite AVSI, assiste i bambini con fisioterapia, massaggi, art-terapia, logopedia, consulenza con psicologo, fornitura di medicinali, pannolini, giocattoli, cancelleria; alcuni volontari MASP si recano inoltre a dare un sostegno nelle scuole internato e nelle carceri minorili; vi è infine la scuola calcio “Inter” che organizza allenamenti settimanali e tornei stagionali.

con le ragazze del centro AVSI-MASP

con le ragazze del centro AVSI-MASP

il centro per i bambini disabili

il centro per i bambini disabili

Oltre alla beneficienza “richiesta” per regolamento del Mongol Rally consistente nel dono dell’automobile e nel contributo di 1000 sterline al CESVI, ong beneficiaria ufficiale selezionata dall’organizzazione, siamo venuti qua grazie a conoscenze comuni e in “missione” per conto della Regione Lombardia per conoscere queste persone affezionate al destino altrui e vedere di poter dare un contributo ulteriore: il bisogno é sempre tanto!

Nel tardo pomeriggio Sveta ci porta a visitare velocemente il centro di Almaty, abbastanza ricco e moderno, e in particolare la cattedrale Zenkov, praticamente l’unico edificio sopravvissuto al terremoto del 1911, realizzato nel 1904 interamente in legno (chiodi compresi) e verniciato con colori pastello, nel mezzo del parco Panfilov a poca distanza dall’imponente e inquietante monumento ai caduti. Quindi saliamo sulla collina Kök Töbe, a sud della città, da cui si puó godere del panorama verso la città (nord) e le vicinissime montagne innevate che sfiorano i 4000m (sud). Fa impressione pensare che a poche decine di km svettano i 7000m cinesi!!

Siamo invitati a cena a casa di Asset, Kazako “originale” (kazako-kazakhstano), insieme a una dozzina di persone del posto. “Intrusa” come noi c’è Giulia, Italiana di Torino che studia ad Almaty per il dottorato, qua per la seconda volta (la prima come stagista per AVSI), ormai anche lei Kazaka adottata! Si parla italiano tutta sera e si mangia pastasciutta. Poi anguria, gelato e…grappa italiana!

cena italiana a casa di Asset

cena italiana a casa di Asset

Quindi, purtroppo, dobbiamo salutare tutti, rinunciando così al torneo di calcetto.
I nostri amici italiani, i MongolPassengers, ci hanno infatti raggiunti in città e domattina dobbiamo proseguire con un lungo tappone di trasferimento. Nei prossimi giorni infatti le strade cominceranno a peggiorare sensibilmente. In più l’organizzazione ci ha mandato una mail per avvisarci che alla frontiera mongola i tempi burocratici per transitare sono oltre le 24 ore e che ha piovuto molto negli ultimi giorni e le piste di terra sono ormai di fango!

Bisogna quindi partire: la strada è ancora lunga!!

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