spandati


Uzbekistan… ritorno al passato!
3 agosto 2009, 13:06
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Sveglia ancora una volta di buon grado, alle 6. I nostri amici MongolPassengers restano a letto a dormire; li rivedremo ad Almaty perchè vogliono rallentare. Rimettiamo i bagagli sul tetto perché avevamo l’auto in strada e l’albergatore ci aveva consigliato di scaricare tutto. L’operazione è ormai abbastanza veloce in quanto il team è decisamente affiatato e i ruoli definiti; nonostante il sonno! Abbondante colazione e di nuovo sulla strada. Impieghiamo 4 ore per percorrere i circa 200km che ci separano da Samarcanda. Il manto stradale è infatti in pessime condizioni e spesso vi sono pericolosi rallentatori davanti ai frequenti posti di polizia. A bordo strada numerose mandrie di vacche osservate da giovani pastori che salutano festosi la Panda e molti asini che, imperterriti, trainano improbabili carretti.

Arriviamo a Samarcanda e la prima impressione è quella di un cantiere a cielo aperto in cui gruppi di decine di uomini o donne (separati) lavorano senza tregua e stravolgono la città: edifici vecchi in ristrutturazione e nuovi in costruzione, strade, aiuole… Niente è lasciato al caso e pare abbiano fretta di finire. La prima impressione non é granchè; poi, con un po’ di fatica per orientarci, troviamo il centro e il B&B prescelto per la successiva notte e ci ricrediamo. Il Bahodir è un ostello, quasi una comune, molto carino e troviamo una tripla economica in cima a una ripida scaletta, con letti non comodissimi e con un filo d’acqua fredda per doccia. I padroni sanno l’inglese, sono estremamente cordiali e ci permettono di parcheggiare nel cortile. Senza quindi neanche scaricare la Panda, dopo aver indossato costume e infradito ci incamminiamo per il centro guida alla mano.

Cominciamo dal Bazar dove otteniamo pane e acqua fredda a 1000 sum, equivalenti a 1000 vecchie lire italiane (che ci facilita le conversioni). Quindi, rigenerati, ci dirigiamo alla Moschea Bibi Khanym, davanti alla quale incontriamo Firdavs, uzbeko univesitario ventenne che studia italiano alla facoltà di lingue che, insieme a due amici, si offre di farci da guida, anche per esercitarsi. Ci spiega innanzitutto che il pessimo stato di conservazione dell’edificio (come anche molti di quelli finora visti) è stato causato dal passaggio di Gengis Khan e da diversi terremoti. Ci racconta poi la leggenda secondo la quale il motivo per cui le donne islamiche indossano un velo per coprire il volto è da ricercare nei tempi di Tamerlano (XIV sec.); a seguito infatti di un gesto di infedeltà non intenzionale da parte della moglie di origini cinesi che aveva dato un bacio all’architetto per ricatto di questi che altrimenti avrebbe interrotto la costruzione della moschea, il re fece uccidere l’architetto e costrinse le donne a portare il velo per non provocare; perdonò però la moglie perchè lei gli aveva regalato la moschea facendogli una sorpresa di ritorno dalla campagna di saccheggio in India!

Andiamo quindi a visitare le tre Medresse del Registan dove Nico può ammazzarsi di foto e dove una guardia ci porta a vedere il panorama dalla vetta di un minareto (che sta su per miracolo) dopo 10 minuti buoni di contrattazioni per la mancia! Le scale della torre son molto ripide e una volta scesi ci fanno malissimo le gambe: a forza di star rinchiusi in una scatola di latta su ruote il nostro fisico perde di tono…

Ci spostiamo quindi in un internet point caratterizzato da connessione lentissima e tastiera in cirillico dove mandiamo mail ma non riusciamo ad aggiornare il blog (cosa che farà Manu Muna per noi dall’Italia); ne approfittiamo per aggiornarci su cosa avviene nel mondo e vedere i blog degli altri team, anche per avere notizie utili da chi ci precede. Poi Baltica beer al Chinzano Bar accompagnata da “Superpizza” superpesante e quindi di nuovo in ostello dove beviamo l’ultima birra della giornata insieme a una tavolata di francesi; lì conosciamo anche un sudcoreano più pazzo di noi che si sta sparando Seul-Lisbona in sella alla sua bici dallo scorso marzo!!

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1 commento so far
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ben tornati spandati,
stiamo facendo tutti il tifo per voi forza che la meta si avvicina !!!
si prevede festu’ per il ritorno…
mola mia ol pandi’

Commento di jean




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