spandati


Sorprendente Tehran
28 luglio 2009, 13:01
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Salutiamo Hariri dopo averci rifornito di ottimi dolcetti iraniani per il lungo viaggio (in quantitativo tale che dureranno giorni) e averci indirizzati sulla strada per la capitale (altrimenti impossibile da trovare). Affrontiamo quindi 9 lunghe ore di guida in un’autostrada in mezzo al nulla, dritta ma incredibilmente panoramica, economica e ben mantenuta, durante le quali capitano inaspettati e piuttosto sorprendenti episodi di cui raccontiamo brevemente: dopo alcune centinaia di km andiamo in riserva e non troviamo distributori finchè non vediamo un segnale che indica 5km al successivo. Dopo aver percorso però circa 7km non abbiamo visto nulla e ci fermiamo a chiedere spiegazioni a una pattuglia di polizia ferma a bordo strada. Molto gentilmente ci spiegano che abbiamo superato il punto di rifornimento da un paio di km e si offrono di guidarci loro dicendo di seguirli. Ci troviamo così a percorrere 2km di autostrada a tre corsie contromano in corsia di emergenza dietro la polizia per arrivare a un camion cisterna con i mozzi ruota appoggiati su mattoni collegato a una pompa di benzina, ovviamente super! Altro aneddoto è il fatto che, felici di vedere una strana auto italiana che in Iran non esiste, al casello non ci fanno pagare il pedaggio! Alla sbarra declinano la nostra offerta di dolcetti ma anzi ci offrono pistacchi!! Infine moltissimi locali, sorpresi di vedere una rarissima auto con targa straniera, ci affiancano mentre guidano come pazzi per sapere, urlando dal finestrino, chi siamo e cosa ci facciamo là, suonando il clacson e salutando, fino ad arrivare alla follia del passaggio di mano in mano di un omaggio di frutta fresca, impossibile da rifiutare, alla velocità di 100km/h rischiando (loro) la vita!!

benzina-iraniana

il benzinaio misterioso

villaggio sulla strada per Tehran

villaggio sulla strada per Tehran

Arriviamo nei pressi di Tehran e il traffico comincia a diventare infernale già 50km prima. Notiamo una cappa di smog inquietante che si rivelerà anche irrespirabile in città. Il nostro contatto, Massoud, ennesimo amico dello zio Mario, ci fa venire a prendere sotto la torre Milad da un suo dipendente che ci guida fino al suo ufficio dove lasciamo l’auto. Quindi cena squisita stranamente a base di Kebab ma in un posto veramente notevole e a letto in albergo 4 stelle, ospiti di Massoud!

L’indomani sveglia con calma e poi Mohamed, altro dipendente di Massoud che ci accompagnerà per Tehran tutto il giorno, ci viene a prendere in taxi per portarci all’enorme Bazar di 10km di viette incasinatissime e molto meno turistiche di quello di Istanbul (in tutta la giornata non vediamo mezzo straniero a parte un gruppo di ridicole giapponesi velate). Qua trattiamo come disperati e Pietro compra un paio di tappeti persiani, ma il dubbio che la contrattazione non sia andata del tutto a buon fine rimane.
Nel bel mezzo del Bazar possiamo anche dare una veloce occhiata dal suo cortile anche alla Moschea di Khomeini e quindi ci trasferiamo a visitare il vicino Palazzo di Golestan, complesso museale che in realtà non ci lascia troppo soddisfatti. Si tratta infatti di una finta architettura antica su ispirazione dei musei europei ma in stile persiano che all’interno ospita, nei rari edifici aperti alla visita, pochissime opere d’arte neanche troppo interessanti e sempre relativamente moderne (19esimo secolo) che non rendono giustizia alla lunga storia persiana.

Nel pomeriggio ci spostiamo a nord della città nel Museo del Palazzo Niyavaran, residenza estiva dell’ultimo Scià, che troviamo molto interessante, anche per i numerosi contrasti che possiamo notare al suo interno, come, per esempio, la vetrina degli alcoolici, i doni e le foto degli altri rappresentanti di stato là ospitati (come Hitler, Ataturk, Nixon e Paolo VI..). Quindi ci incamminiamo su un sentiero che risale i Monti Elburz nei pressi del quartiere Darband dove una infinità di piccoli ma frequentati locali offrono la possibilità di rilassarsi su tappeti e cuscini collocati nel torrente e nelle cascate che costeggiano il sentiero, creando uno scenario decisamente unico ma anche inquietante. Infine, dopo la lunga e poco agevole scarpinata, saliamo su una terrazza al 14esimo piano dove un coffeshop ci permette di gustarci una coca-cola originale o una terribile birra (analcolica) con vista sull’enorme città da 15 milioni di abitanti e sulle nude montagne a nord. Quindi kebab e a letto presto per prepararci alla faticosa trasferta dell’indomani e del giorno successivo verso il torrido nordest e il Turkmenistan, a smaltire le notevoli mangiate di carne e riso degli ultimi giorni.

scendendo dai Monti Elburz con Mohamed

scendendo dai Monti Elburz con Mohamed

pausa rilassante sul fiume con narghilè e thermos pieno di tea

pausa rilassante sul fiume con narghilè e thermos pieno di tea

Siamo pronti a salutare Tehran ma molto felici di aver fatto la scelta di fermarci qua anche grazie a Mario, Massoud e Mohamed che ci hanno permesso di conoscere meglio queste fantastiche città e questo popolo da cui ci siamo lasciati sorprendere volentieri e senza pregiudizi.

3a-teheran

Tehran dall'alto

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