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Pieno di benzina, scorta di pane e acqua e alle 6,30 siamo pronti per un’altra lunga giornata. Dovremmo star chiusi in auto circa 12 ore, tenendo un ritmo superiore a quello di ieri, ma non di tanto, perche’ le riparazioni di ieri ci danno qualche garanzia in più ma non abbastanza!
Passiamo la giornata nel Deserto del Gobi, tra sabbia in cui si affonda e sassi da evitare, sotto un cielo infinito. La direzione e’ quella giusta ma le piste sono tante e si incrociano in continuazione. Si tratta solo di scegliere la migliore, impresa quasi impossibile!
Nel primo pomeriggio arriviamo a un fiume che dobbiamo guadare nei pressi di una sum, un villaggio di gher. Ci vengono incontro due ragazzi in moto per indicarci il punto migliore. Li seguiamo. Dobbiamo togliere i bagagli e in auto lasciare il solo pilota per essere il più leggeri ed alti da terra possibile. L’acqua arriva infatti alle portiere. Gli altri due attraversano a piedi i 15 metri di corrente piuttosto forte. Ma va tutto bene e siamo passati senza problemi. Non come l’ambulanza svedese che avevamo già incontrato due giorni fa. L’acqua e’ entrata nel motore e son fermi ad aspettare un camion che li porti alla capitale.

Poi riprendiamo la strada inseguiti da nuvole minacciose. Il clima e’ surreale. Lampeggia ovunque intorno a noi per oltre un’ora ma in lontananza possiamo vedere comunque il tramonto. Alle 19 arriviamo nella città di Bayankhongor e troviamo una stanza con solo due letti senza bagno, il massimo a disposizione. Appena arrivati inizia il diluvio misto a neve! Ceniamo molto velocemente nell’albergo e andiamo a letto alle 21. Domattina abbiamo infatti intenzione di svegliarci molto presto e tentare la follia di arrivare in giornata a Ulaan Baatar…

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